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 Benvenuti

ll Centro Attività Subacquee di Ancona compie 50 anni!!

 Il Centro Attività Subacquee di Ancona, club storico nell’ambito dell’attività subacquea anconetana, campione d'Italia 1982, è una associazione sportiva senza fini di lucro che dal 1965 svolge attività didattica e ricreativa.

Tutti i corsi vengono impartiti con il metodo della didattica FIPSAS affiliata al CONI e valevoli in tutto il mondo.

Organizza inoltre gite sociali per atleti e famigliari, cene ed altre manifestazioni ludiche con lo scopo di rafforzare l’amicizia tra i soci.

Da anni è impegnato nella tutela e difesa dell’ambiente marino e promuove numerose iniziative (pulizia spiagge, fondali marini, corsi di biologia marina) a cui tutti possono partecipare sotto la guida di Operatori Ambientali Subacquei esperti.

Giovedì, 05 Maggio 2016 09:11
 
 
Il Centro Attività Subacquee di Ancona organizza per i suoi soci, nel mese di Maggio, una gita a Rovigno
 
 
Si raccomanda vivamente chi interessato di dare adesione al più presto.
 
In attesa di vostra celere risposta
 
Cordiali saluti
 
CENTRO ATTIVITA' SUBACQUEE

 

 
 
Venerdì, 18 Dicembre 2015 13:02

Tutto è pronto per il 19 Dicembre 2015, alle ore 10,30 , immersione di Natale per la posa dentro la Grotta del Presepe Aurora, nuovo punto di immersione, con il Centro Attività Subacquee. Vi aspettiamo davanti al Passetto !!!!!!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CENTRO ATTIVITA' SUBACQUEE

 

 
 

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  • Al Carpitaly si è tenuto l'appuntamento annuale con tutte le forze politiche, istituzionali e sociali impegnate nella lotta al bracconaggio. Alle 11.30 della mattina di sabato si è riaperto dibattito in occasione del Conferenza "Bracconaggio 2.0. La legge". Il relatore Roberto Ripamonti ha invitato subito Michele Valeriani del  Gruppo Movimento Siluro Italia a riprendere le fila del discorso interrotto un anno fa. Valeriani ha ricordato l'inizio del dramma con legge della Giunta Regionale Emilia Romagna che nel 1993 vietava la reimmissione di pesci alloctoni. Nel 1997 iniziava il traffico economico soprattutto di siluri da parte di ungheresi. Nel 2010 veniva organizzata dal Gruppo Siluro Italia, a Papozze, la prima manifestazione che denunciava il problema. Da lì l'estendersi del fenomeno a macchia d'olio in tutta Italia, la crescita esponenziale del traffico economico con la Romania, la razzia non più soltanto del siluro ma anche di carassi, carpe, gardon, lucci, senza distinzione tra autoctoni e alloctoni, uno sterminio senza fine. Il pesce pescato nel Po, in parte viene commercializzato nei mercati ittici italiani oppure diventa mangime per allevamento portando ai predoni sempre più grossi guadagni. Per non parlare del danno alla salute dei consumatori finali, in considerazione del fatto che quel pesce contiene alti livelli di diossina, mercurio e antracene. Il Capitano dei Carabinieri Giovanni Gianvicenzo ha espresso il suo apprezzamento per L' Art. 40 (normativa antibracconaggio del Collegato Agricoltura) introdotto nel 2016. La legge è uno strumento di azione molto importante, ha detto, ha cambiato l'approccio verso questa attività illecita che sta comportando un danno ambientale irreparabile, considerandola per la prima volta un reato. Si tratta di criminalità organizzata e finalmente è stata presentata un'informativa completa davanti alla procura. Negli ultimi mesi, grazie alla legge, è stato possibile sequestrare furgoni, barche, celle frigorifere e sono state sgominate due basi operative che sviluppavano attività illecite in Lombardia. Alberto Rizzini che pratica attività di pescaturismo in Irlanda, ha raccontato che lì il bracconaggio c'è stato ma i fautori sono stati subito fermati ed espulsi dal paese. La pesca sportiva è praticata in Europa da circa 25 milioni di persone che spendono in media 1.000 euro  ciascuno all'anno, generando quindi un indotto di 25 miliardi di euro. In Irlanda è stata vietata la pesca professionale e la pesca ricreativa è praticata ormai da lungo tempo con catch and release. Il paese ha creduto nelle opportunità offerte da questa realtà economica ed ha investito molto in questo settore. Stefano Martellos, studioso del Dipartimento di Scienze della Vita dell' Università degli Studi di Trieste ha parlato del progetto italiano di citizen sciences e del fondamentale coinvolgimento di ogni cittadino nella ricerca e nell'attività di monitoraggio del problema sul territorio. Quindi è intervenuto Roberto Malagoni, responsabile della Polizia Provinciale di Mantova, per responsabilizzare i pescatori ad essere sentinelle del territorio. Le forze dell'ordine, ormai in numero notevolmente ridotto, possono trovare conforto solo nell'aiuto dei cittadini. Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord nella Regione Emilia Romagna ha espresso il suo rammarico nel constatare che la classe politica ancora sottovaluta il problema. La Polizia Provinciale è stata soppressa, il Corpo forestale, accorpato nei Carabinieri, è stato sminuito nel proprio ruolo, ci sono politici di tutti i partiti che continuano a sostenere la pesca professionale che invece andrebbe abolita nei fiumi e nei canali, salvaguardandola solo in alcuni grandi laghi. Marco Carra, onorevole del PD, pur riconoscendo il persistere del dramma ha sottolineato l'utilità di convegni, conferenze e dibattiti sull'argomento che fino a qualche anno era sconosciuto. Occorre maggiore solidarieta'  tra le forze politiche e una trasversalità tra le Forze dell'ordine per il raggiungimento dello stesso scopo. Francesco Ruscelli, direttore della neonata FIOPS (Federazione Italiana Operatori Pesca Sportiva) ha sollecitato le aziende del settore ad acquisire forza di classe e a maturare maggiore consapevolezza del fenomeno. Ha proposto di realizzare una campagna informativa insieme ed ha richiesto ai politici di mettere mano alla Norma Quadro sulla  pesca sportiva contenuta in un anacronistico Reggio Decreto degli anni 30. Due milioni di pescatori sparsi in tutta Italia, che generano circa due miliardi di indotto totale all'anno ed un incasso diretto degli operatori del settore di 350 milioni di euro hanno bisogno di una legislazione moderna ed adeguata. La FIPSAS, rappresentata dal Presidente Ugo Claudio Matteoli, ha fatto ancora una volta da collante tra le varie parti interessate. Matteoli ha espresso apprezzamento per la nuova organizzazione FIOPS, perché per ricevere interesse da parte delle istituzioni la pesca sportiva deve camminare e proporsi a fianco delle attività economiche che genera. Ha esternato la sua soddisfazione per l'introduzione dell'Art. 40. Ora bisogna impegnarsi per mettere le Forze dell'ordine in condizione di applicarlo e a tale scopo ha espresso la necessità di istituire un Nucleo Antibracconaggio in seno all'Arma dei Carabinieri. Altri obiettivi per il 2017 sono: l'istituzione presso il Ministero dell'Ambiente, di un Osservatorio Nazionale sul bracconaggio in acque interne del quale faranno parte i più profondi conoscitori del problema, la realizzazione di strumenti informatici da mettere a disposizione di tutti gli enti e le associazioni interessate per facilitare segnalazioni e controlli. L'arrivederci e' tra un anno per gli aggiornamenti e per il resoconto sui risultati ottenuti.

  • Continua l’impegno della Federazione nella lotta al bracconaggio che dilaga ormai in tutte le acque italiane e il Carpitaly di Gonzaga rappresenta un appuntamento annuale fisso per fare il punto della situazione, mettere le idee a confronto, stilare nuovi programmi e ripartire in questa dura battaglia. Sabato, 18 febbraio presso la Fiera Millenaria, alle 11.30 si terrà il Convegno “Bracconaggio 2.0: La legge””. Si parlerà, quindi, della nuova legge, approvata nel 2016, con il Collegato Agricoltura, che, per la prima volta in Italia, considera il bracconaggio un reato penale. Tra i relatori, sempre presente il Presidente FIPSAS Ugo Claudio Matteoli, che interverrà insieme a politici, studiosi, rappresentanti di Forze dell’ordine e associazioni di settore che da anni mettono insieme i loro sforzi verso il fine comune di estirpazione di questo funesto fenomeno.

  • L'inizio della stagione fieristica FIPSAS 2017 è imminente! Il primo evento in programma è il CARPITALY di Gonzaga (MN), la fiera internazionale del carpfishing e della pesca al siluro, che aprirà al pubblico sabato 18 febbraio, alla quale la Federazione parteciperà per il quarto anno consecutivo. Una fiera che raccoglie tante presenze, soprattutto tra i giovani, proprio per le caratteristiche di questa disciplina in continua crescita negli ultimi anni. La Fipsas vi aspetta presso il suo stand situato nel padiglione 0, per tutti gli appassionati ci sarà la possibilità di provare il simulatore di pesca, una delle attrazioni più amate dai visitatori delle fiere. Combattimenti con siluri e carpe, oltre che con altre specie di pesci, saranno possibili per tutti e la cattura… è assicurata! Nello stand potrete tesserarvi alla Federazione e incontrare tecnici, atleti federali e dirigenti tra cui il Presidente FIPSAS Ugo Claudio Matteoli, il Presidente del Settore Pesca di Superficie Maurizio Natucci e il Vice Presidente Stefano Sarti, il Responsabile dell'Immagine e della Comunicazione Massimo Rossi, il Responsabile del Tesseramento Claudio Nolli e il Responsabile della Vigilanza Luigi Stuani. Tra gli appuntamenti da ricordare la conferenza BRACCONAGGIO 2.0: "la legge" che si terrà alle 11.30 di sabato 18 febbraio, nella quale interverrà il Presidente Ugo Claudio Matteoli. Da sempre e, in particolare, da quando il bracconaggio sta devastando senza riserve le acque italiane, la Fipsas lotta per salvaguardare fiumi e laghi; in rappresentanza di una delle Sezioni provinciali più attive su questo fronte, saranno presenti nello stand federale alcune guardie volontarie della sezione di Mantova.